Detto….fatto (Infilza un cane con uno spiedo dopo una lite)

20 11 2007

Nuoro, 20 novembre 2007 – Furente con un’anziana donna, si è introdotto nel cortile della sua abitazione a Orosei (Nuoro) e ne ha ucciso il cane, un piccolo meticcio, trafiggendolo con uno spiedo. M.G., un pluripregiudicato di 53 anni residente a Galtelli, è stato denunciato dalla polizia per violazione di domicilio, uccisione di animali, minacce aggravate e danneggiamento.L’uomo, secondo gli agenti del commissariato di Siniscola che indagano sull’episodio, ha sfondato a calci il cancello d’ingresso del cortile dopo aver litigato con la donna. Dopo aver ucciso il cagnetto, con lo stesso spiedo ha minacciato di morte una nipote della padrona, che ha 81 anni, per poi allontanarsi e rendersi irreperibile. L’anziana ha accusato un malore ed è stata soccorsa da un’ambulanza del 118.

Veramente non ho più parole, ma solo insulti 

io

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Dolcezza in natura

20 11 2007

E’ vero ogni tanto ci vuole qualcosa di bello e rilassante

 

io

 

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Fucili nel culo

20 11 2007

fenicotteri

Moria di fenicotteri sul Po, avvelenati dal piombo dei cacciatori

Rovigo, 20 novembre 2007

Muoiono perché non distinguono i pallini di piombo dal plancton. La Forestale li sta raccogliendo a decine, in questi giorni, nelle acque della valle Pozzatini. I fenicotteri rosa del Po sanno filtrare dal fango, con il becco, alghe e molluschi, non i pallini dispersi dai cacciatori. Che una volta ingeriti, avvelenano.

Avvisati dai volontari del Wwf, gli agenti hanno cominciato a rastrellare l’intera zona a piedi e a bordo di una piccola imbarcazione trovando anche alcuni animali ancora vivi ma malati. “Le radiografie fatte su questi pazienti hanno evidenziato – spiega, al quotidiano ‘Corriere del Veneto’, il veterinario responsabile del centro che sta esaminando gli animali, Luciano Taricone – la presenza nel loro organismo di un altissimo numero di pallini di piombo. Posso quindi confermare che la causa del decesso è l’avvelenamento”.

Nella zona si caccia parecchio e gli animali quando si cibano ingeriscono anche i pallini dispersi in zona dai cacciatori. Le autopsie sulle prime due carcasse di animali rinvenute avrebbero accertato la presenza di oltre cinquanta pallini: “Sono tanti e siamo preoccupati – spiega il Comandante regionale della Forestale Alberto Colleselli – C’è un altissimo numero di pallini di piombo che si trova sui fondali dove i fenicotteri vanno alla ricerca di cibo”.

Nel 2003 con una petizione sottoscritta da 72.225 cittadini, e promossa dalla Lac e dal Coordinamento Protezionista Veneto (Enpa, Lav, Wwf, ecc.), avevano già chiesto il divieto dell’uso del piombo nelle cartucce da caccia. Il ministro Pecoraro Scanio con un recente decreto ha previsto il divieto di utilizzo dei pallini di piombo nelle zone umide a partire dall’annata venatoria 2008/2009.

Non sono un integralista, ma porca puttana nel 2007 abbiamo bisogno di andare ancora a caccia con il fucile a pallini, volete divertirvi, andate a caccia con l’arco, sempre con la speranza che un cinghiale non vi arrivi da dietro e vi metta a 90° gradi, anche perche grandi genni il resto del piombo, che, no se lo becca il fenicottero, lo troviamo nell’acqua e nelle piantagioni circostanti, allora suvvia, non facciamo i retrogradi quando pensiamo di essere il popolo del progresso.

io

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Emergenza Bangladeh: AGIRE lancia un appello

20 11 2007

Save the Children, ActionAid, Terre des Hommes, VIS e WWF
unite nella risposta


AGIRE (Agenzia Italiana per la Risposta alle Emergenze) debutta lanciando un appello di raccolta fondi a sostegno della popolazione del paese asiatico colpito dall’alluvione di venerdì scorso. I fondi raccolti serviranno a sostenere la risposta umanitaria di alcune tra le maggiori organizzazioni non governative italiane presenti in questo momento in Bangladesh: ActionAid, Save The Children, Terre des Hommes, VIS e WWF.

Più di 3 milioni di persone costrette ad abbandonare la propria abitazione, oltre 2.000 vittime accertate. Purtroppo i numeri del ciclone SIDR (di categoria IV) che la sera del 15 novembre ha colpito i distretti di Khulna, Baribal, Barguna e Mongola, in Bangladesh, sembrano destinati a crescere. Mano a mano che i primi soccorsi riescono a raggiungere le zone colpite da quello che comincia a rivelarsi come uno dei cicloni più devastanti degli ultimi anni, la memoria torna tragicamente indietro al 1991, quando un ciclone simile fece 143 mila vittime. E al 1971, quando purtroppo il bilancio del disastro si fermò a circa mezzo milione di morti.

Dalle notizie che ci arrivano direttamente dalle nostre organizzazioni presenti sul territorio – spiega Marco Bertotto, direttore di AGIREabbiamo un quadro, sempre più preoccupante di un Bangladesh davvero in ginocchio. Alcune stime non ufficiali parlano oramai di oltre 10.000 vittime e di molte decine di migliaia di feriti. Senza considerare il rischio delle epidemie che sembra essere molto concreto date le condizioni di devastazione nell’area“.

In totale, sarebbero un milione circa le famiglie colpite dal ciclone e oltre tre milioni di persone i senza tetto. A migliaia di persone sono stati già offerti i primi soccorsi, ma ben più ampi sono i bisogni sul terreno e molte zone sono ancora irraggiungibili. L’alluvione ha colpito scuole, edifici e strade, provocando inoltre un black out di oltre 36 ore. La quasi totalità del raccolto di riso è andato distrutto e assai gravi sono le conseguenze per l’ambiente. Un dramma di dimensioni assai peggiori è stato scongiurato dai meccanismi di prevenzione e dagli appelli dei rappresentanti delle associazioni umanitarie che, casa per casa, hanno avvertito del pericolo imminente invitando tutti ad evacuare le abitazioni.

A fronte di questa drammatica situazione, le organizzazioni non governative di AGIRE hanno deciso di lanciare un appello di emergenza per soccorrere le popolazioni colpite dal ciclone in Bangladesh. Con l’obiettivo di trasformare – come è nella missione di AGIRE – tanti gesti individuali in una risposta coordinata ed efficace.

Per offrire il proprio sostegno – in attesa che vengano attivati altri canali di donazione – è possibile collegarsi al sito www.agire.it, oppure chiamare il numero verde 800132870 . Nelle prossime ore, forniremo ulteriori aggiornamenti al proposito.

FINE DEL COMUNICATO

All’insegna del motto “uniti nella risposta” Action Aid, Save the Children, Terre des Hommes, VIS e WWF hanno deciso di unire le loro forze per intervenire in modo tempestivo, efficace e trasparente su questa situazione di emergenza che ha colpito il Bangladesh.. Cittadini, organizzazioni della società civile, media, enti locali e imprese – in risposta all’appello lanciato dalle 5 organizzazioni non governative – hanno l’opportunità di mobilitarsi in aiuto delle popolazioni colpite dalle emergenze.

Operando sul modello di analoghi “comitati emergenze” presenti in altri paesi europei – come il DEC (Disasters Emergency Committee) inglese – AGIRE assicura così una risposta rapida e di qualità. La sua forza risiede nella capacità di creare un vero e proprio “sistema-paese” per la risposta alle emergenze umanitarie, favorendo la più rapida ed efficace mobilitazione di tutti i settori della società italiana in una gara di solidarietà non competitiva.

Nelle prossime ore i partner di AGIRE (network televisivi, quotidiani nazionali, gruppi bancari, compagnie telefoniche, imprese private) si attiveranno per offrire visibilità all’appello e sostenere la comunicazione dei canali di erogazione, facilitando in questo modo la risposta concreta dei cittadini italiani.

I fondi raccolti – spiega Marco Bertotto – saranno utilizzati inizialmente per realizzare dei programmi di immediata risposta – che vanno dalla distribuzione di cibo, acqua e altri beni essenziali, all’assistenza sanitaria, al soccorso a rifugiati e sfollati. Nelle prossime ore definiremo con maggiore precisione il quadro di intervento, per comunicare ai nostri donatori la destinazione finale dei fondi raccolti“.

A garanzia della trasparenza del percorso di scelta degli obiettivi e dell’impiego dei fondi, AGIRE ha dato vita a un Comitato etico che vede affiancati nomi prestigiosi che vanno da Antonio Cassese (professore di diritto internazionale e presidente del tribunale penale internazionale per l’ex Jugoslavia), a Nicoletta Dentico (Giornalista ed esperta di diritti umani. Attualmente è Policy and Advocacy Manager di Drug for Neglected Diseases, DNDI a Ginevra), da Margherita Hack (ordinaria di astronomia all’Università di Trieste) a Andrea Monorchio (professore ordinario presso la facoltà di Scienze politiche all’Università di Siena) da Gianni Rufini (esperto di aiuti umanitari) a Marco Vitale (economista d’impresa).

Per informazioni e interviste contattare l’ufficio stampa di AGIRE :
Alberto Bobbio 335 1097277
INC – Istituto Nazionale per la Comunicazione
Via G.B. De Rossi 10
00166 ROMA
www.inc-comunicazione.it
a.bobbio@inc-comunicazione.it

Save the children

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