Archive | ottobre, 2007

L’arte……macchiata di sangue

29 Ott

Il mondo è impazzito completamente… non esiste più il concetto che designa perfettamente le cose. I concetti sono sfumati, confusi, per giustificare la follia e la sete di sangue che alcuni individui serbano e manifestano con elegante disinvoltura. Così un bel giorno si è chiamata “arte” lo scempio diffuso da tale Guillermo Habacuc Vargas… non ricordatevi il nome, non è bene che si ricordi tale individuo…il nome è solo per designare la diffusione di una malattia mentale, espressa da un individuo, seguita purtroppo da molti. Perché si può puntare il dito contro l’assassino altrettanto quanto i suoi complici:e si può essere complici di un assassino anche tacendo semplicemente il delitto di cui si è stati testimoni.
Questo tizio, proveniente dalla Costa Rica e che da piccolo voleva fare l’artista,dato che non aveva strumenti né tantomeno capacità per dimostrare di essere un vero talento, che idea geniale ha?
Esporre nell’angoletto di una specie di museo un cane affamato, vietando a tutti i visitatori di dargli da mangiare e da bere, per farlo morire a poco a poco… perché la morte ed i maltrattamenti sono una sublime forma d’arte a cui si possa assistere.
Non credete?
C’è certamente un significato anche in questa esposizione.
Un significato che giustifica ( io direi fa finta di giustificare) la banalità del male… un cane innocente, indifeso, e con sentimenti paragonabili a quelli di un essere umano, può essere sacrificato senza alcun problema per rappresentare la sofferenza di un popolo.
La sofferenza, la penuria dei bisogni primari dovrebbero insegnarci ad essere più sensibili verso ogni forma di vita che ci circonda: invece no, in alcuni individui rendono insensibili, disumanizzano, rendono inutili, nocivi.

Il cane che muore di fame, ignaro del perché di questa assurda privazione, rappresenta la Costa Rica nella manifestazione artistica dal titolo “Bienal Centroamericana Honduras 2008”.
Un sito si sta impegnando per boicottare le esposizioni di questo “artista”
decisamente malato di mente e non farlo partecipare a nessun altro evento:
http://www.petitiononline.com/13031953/petition-sign.html
A voi costa solo un click e segnare il vostro nome, niente di più semplice.
Non è possibile farsi promotori di diritti umani ledendo i diritti di altri esseri viventi.
L’arte non può diventare la scusa per manifestare i propri istinti crudeli nei confronti dei deboli e degli indifesi. Nel blog che sponsorizza la sua arte i commenti per fortuna si sono fatti sentire, ma visto che gli insulti erano parecchi hanno deciso di chiudere la libertà di manifestare la propria rabbia( se volete vedere lo scempio andare su questa pagina
http://www.marcaacme.com/blogs/analog/index.php/2007/08/22/5_piezas_de_habacuc )
Il cagnolino si chiamava Natividad…Habacuc ha pagato dei ragazzini per catturarlo.
Si è esibito a questa manifestazione lasciandolo morire di fame… lo scopo era proprio farlo morire di fame, sotto l’occhio di tutti.
Durante la macabra esibizione delle persone hanno chiesto la liberazione del povero animale ma l’”artista” ovviamente ha rifiutato.
Il messaggio sopra il cane morente? Una scritta fatta di crocchette che riportava la frase:”Sei quello che leggi” vale a dire tu leggi delle crocchette quindi “sei nient’altro che semplici crocchette”.
Un messaggio decisamente irrazionale e senza senso per cui si è lasciato morire un cane privandolo delle cure necessarie.
Del resto, si giustificano i collaboratori dell’assassino, ormai il cane era ammalato d’inedia quindi anche in una condizione normale non avrebbe accettato né cibo né acqua. E anche questo era il messaggio:
i poveri cani o muoiono o si lasciano morire.
Sfido io se non c’è nessuno che lo porti in una clinica e gli fornisca flebo facendo il possibile per salvarlo.
Ho visto il sito di questa persona… è anche un “musicista”.
Produce musica infernale, in realtà suona solo il chiasso, non si tratta nemmeno di heavy metal, è un genere paragonabile a pentole che cadono per terra.
Nel sito pubblica immagini inquietanti, come bamboline dal viso deformato, e lui ed il suo gruppo si vestono da sadomasochisti.
Avrei voluto scrivergli che se ama tanto la morte tanto vale provarla su se stesso non condannare gli altri, ma sarebbe stato inutile.
Le persone folli non ascoltano che la propria follia, ciò che mi fa restare basita è che gli assassini abbiano sempre la libertà di esprimersi e di nuocere al prossimo finché essi stessi non crepano.
Firmate la petizione per favore,
http://www.petitiononline.com/13031953/petition-sign.html
seppelliamo nel silenzio qualsiasi forma di espressione di questi soggetti capaci solo di far del male,ma non seppelliamo nel silenzio le tracce della loro violenza così da poterle fermare una volta per tutte.
Ulteriori info su dove lanciare le vostre proteste
Dove si terrà l’esibizione:
Centro Nacional de la Cultura – Antigua Fábrica Nacional de Licores.
Avenida 3, calle 15/17. San José, Costa Rica. – Teléfono: (506) 257 7202 / 257 9370 – Fax: (506) 257 8702
Email Address: info@madc.ac.cr

Inoltre vi do l’indirizzo di un’altra galleria d’arte che espone le opere di questo assassino e ha anche il coraggio di venderle. Se volete fare in modo che questa galleria lo cancelli dalle liste dei suoi artisti scrivete anche a : info@jacobkarpio-galeria.com

I am writing regarding the horrifying actions of Guillermo Habacuc Vargas,who paid local children to catch a dog on the street and then confined,starved and publicly displayed the dog as an “art” exhibit until the innocent animal died of starvation.I along with many people world wide am outraged that Guillermo habacuc Vargas has been selected to represent Costa Rica in “Bienal Centroamericana Honduras 2008”,This man is by no definition of the word an artist he is a criminally insane sadist and enjoys inflicting prolonged suffering upon his innocent victims.he is a danger to all of society as it is well documented that those with the capacity to intentionally cause harm to an animal have the same capacity to harm humans.To state that this animal would have died eventually of natural causes is unjustifiable and beyond logical,rational thinking.To allow Guillermo habacuc Vargas to represent Costa Rica in Bienal Centroamericana Honduras 2008 will in no way benefit Costa Rica,the world is watching and the actions of this so called artist has brought much negative assumptions as to the humanity of the people of Costa Rica and the fact that the many witnesses of this animals suffering did nothing and that the organizers of this event allowed this rather than taking action to see that Guillermo Vargas be criminally charged with animal abuse is sending the world a message that Costa Rica consists of a cruel,uncivilized society that has no regard for life but enjoys viewing and contributing to the loss of life.Each and every person who knew of and witnessed the suffering of this innocent dog is equally as guilty of causing it’s uncalled for death.
And to let this crime go unpunished and instead be awarded by Guillermo Vargas representing Costa Rica in Bienal Centroamericana Honduras 2008 is unacceptable and shameful not only to Costa Rica but to all participants of this event.I urge you,do not condone the heinous actions of Guillermo Vargas by allowing him to participation in Bienal Centroamericana Honduras 2008.He should be jailed and prosecuted to the fullest extent of law for this animals death,not representing Costa Rica as an artist for he is not an artist and to refer to him as such is an insult to all true artists.
Sincerely,
IL TUO NOME
(dal Blog di AIUTACI.AD.AIUTARLI)

La pazzia dell’arte contemporanea mi fà rabbrividire, sarà perche sono ancora legato da vecchi schemi, vedi Carracci,De Chirico, Leonardo ecc, ma quì rasentiamo la malattia mentale, non ho parole solo insulti

pubblicato su lisistrata 

Artico canadese mai così caldo

27 Ott

MELVILLE ISLAND, Canada — Non era mai accaduto, nell’arcipelago artico canadese, che la colonnina di mercurio toccasse più volte i 22 gradi. Eppure quest’estate è successo, e spesso. Con la conseguenza chei ghiacciai locali si sono ritirati e le isole sono state investite da colate di fango causate dallo scioglimento del permafrost.

Di solito nelle isole dell’estremo Nord le temperature estive rimangono intorno ai 5 gradi anche nei giorni più caldi. E i ghiacci non si sciolgono mai.

 

Ma durante l’estate 2007 è stato battuto ogni record: gli scienziati della Queen’s University dell’Ontario, mentre lavoravano sull’Isola di Melville, hanno rilevato medie intorno ai 13 gradi e massime che superavano i 20. E questo solo nel mese di luglio. A quanto pare, in agosto i termometri hanno segnato temperature anche superiori.

 

I ricercatori, coordinati da Scott Lamoureux, hanno poi cercato riscontro nelle foto satellitari. E hanno constatato uno spaventoso ritiro dei ghiacci che solitamente ricoprono l’arcipelago: si sono assottigliati e in alcuni punti, sono del tutto spariti.

 

“Questa regione sta andando a pezzi” ha commentato, durissimo, Lamoureux. Riferendosi in primo luogo al fango che ricopre le isole quando il permafrost, il sottosuolo perennemente ghiacciato, si riscalda troppo e perde le sue fattezze.

 

Purtroppo non si tratta di un fenomeno circoscritto. “Anche nelle altre zone dell’Artico, come la Siberia, questa è stata la stagione più calda degli ultimi tempi” ha confermato Welt Meir del Centro nazionale americano per il ghiaccio e la neve.

 

L’arcipelago artico canadese è composto da oltre 36.500 isole e si trova a nord del Canada.

MontagnaTv

 

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Criminali legalizzati

17 Ott

Come al solito, questo video contiene immagini che potrebbero turbarvi 

io

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‘SUMMIT’ POPOLI INDIGENI A DIFESA MADRE TERRA

14 Ott

LA PAZ – Sulla scia della dichiarazione sui diritti degli indigeni firmata un mese fa dall’Onu, i rappresentanti di un migliaio di popoli indigeni hanno approvato oggi nella localita’ boliviana di Chimore’ un documento che punta alla difesa dell’ ambiente e delle risorse naturali della ”Terra madre”. In coincidenza con la commemorazione dei 515 anni dalla scoperta dell’America, ”L’incontro per la vittoria storia degli indigeni del mondo”, chiuso oggi a Chimore’, ha dato via libera a un testo che sottolinea, tra l’altro, l’importanza dell’ integrazione dei diversi movimenti indigeni del pianeta nella lotta per il diritto alla terra e alle risorse naturali. Ad alcuni degli eventi del ”vertice” hanno preso parte il presidente boliviano, Evo Morales – primo capo dello stato indigena del Paese andino -, e il premio Nobel per la Pace 1992, Rigoberta Menchu’, la quale ha tra l’altro ricordato che ”ancora oggi, ci sono Paesi che non accettano concetti quali ‘popoli indigeni’ oppure ‘il diritto all’autodeterminazione”’. Ieri si e’ per esempio svolta una cerimonia a Tiwanaku, culla di una cultura pre-incaica risalente a 3.000 anni fa, dove gli amauta (guide spirituali) hanno offerto omaggi alla Pachamama, la terra madre in lingua quechua. Tra i rappresentanti presenti, un delegato dei comanches statunitensi, che ha criticato il voto contrario espresso da Washington – cosi’ come hanno fatto Canada e Nuova Zelanda – alla Dichiarazione sui diritti degli indigeni approvata all’Onu lo scorso 13 settembre dopo vent’anni di dibattiti. ”Negli Usa – ha precisato il delegato – sono 550 le tribu’ che chiedono all’amministrazione Usa di riconoscere i diritti degli indigeni, circa il 3% della popolazione totale del Paese”. Fra i Paesi dell’America Latina dove la tematica delle popolazioni indigeni e’ all’ordine del giorno spiccano l’Ecuador e l’Argentina. La quechua ecuatoriana Miriam Masaquiza ha per esempio ricordato il caso degli indigeni Sarayaku del suo Paese, che si rifiutano di autorizzare l’ingresso nelle proprie terre delle compagnie petrolifere. In Argentina sono d’altra parte circa 400 i contenziosi aperti con le autorita’ locali e centrali sul diritto alle terre, conflitti relativi al destino di una superficie totale pari a 8,6 milioni di ettari: un’area equivalente a 428 volte l’estensione della citta’ di Buenos Aires, ricorda un’inchiesta pubblicata oggi dal quotidiano ‘Pagina 12′. ”Ormai da anni sono molti i territori aborigeni dove gli indigeni vengono allontanati per lasciare il posto ai nuovi prodotti agro-industriali, in primo luogo la soia, oppure allo sfruttamento delle risorse minerarie e degli idrocarburi, oppure alle nuove strutture per il turismo, per esempio campi di golf e hotel”, rileva il quotidiano. In Cile il Consiglio di tutte le terre ha d’altra parte celebrato la Dichiarazione Onu approvata a settembre, proclamando ”l’autogoverno dei mapuches”, al fine di riaffermare i diritti di questo popolo indigeno ”in tutte le sue espressioni, dalla politica alla cultura, dalle istituzioni alla magistratura”. Su tali questioni oggi ha preso posizione anche Amnesty International (Ai), che in una nota ha chiesto ai governi e le societa’ di tutto il mondo di ”proteggere e difendere i diritti fondamentali dei popoli indigeni di fronte a politiche discriminatorie, conflitti armati e megaprogetti economici”. (ANSA). RIG
12/10/2007 18:39

ansa

Zuven (giovani) quì bisogna darsi una mossa vedo un futuro molto buio, poi manca solo l’asteroide e siamo a posto.

io

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PREMIO NOBEL PER LA PACE EX AEQUO AD AL GORE E IPCC

13 Ott

NEW YORK – La vendetta e’ un piatto al global warming: dopo aver vinto un Emmy per la televisione e un Oscar per le sue battaglie verdi, l’ex vicepresidente Al Gore, 59 anni, ha condiviso con il Comitato Intergovernativo dell’Onu per i Cambiamenti Climatici (Iccp, una rete di 2.000 scienziati) il premio Nobel piu’ ambito, quello per la Pace.

Il mutamento climatico ”e’ la piu’ grande sfida dell’umanita”’, ma e’ anche ”una grande opportunita”’ ha commentato l’ex numero due di Bill Clinton, che devolvera’ la sua meta’ del premio da 1,56 milioni di dollari alla fondazione bipartisan e no-profit Alliance for Climate Protection. A Palo Alto, in California, Gore si e’ presentato davanti alle telecamere ma non ha voluto rispondere alle domande dei giornalisti, eludendo quella che ogni reporter negli Usa avrebbe voluto porgli: usera’ la piattaforma del premio per candidarsi alla Casa Bianca?

Per Gore potrebbe essere una nuova vendetta: l’occasione per far fuori Hillary Clinton, con cui dai tempi dello scandalo Monica Lewinski non corre affatto buon sangue.

Il crescendo del Draft Gore Movement, il movimento di base per convincere il vincitore del voto popolare del 2000 a uscire dall’esilio politico con una raccolta forte finora di oltre da 136 mila firme, raggiungera’ probabilmente il suo apice alla vigilia del 2 novembre, scadenza ultima per entrare in gioco nelle primarie del New Hampshire. Ma le chance di un ingresso in pista sembrano minime: ”Gli ho chiesto tante di quelle volte di farlo che mi ha chiesto di smettere di chiamarlo”, ha detto l’ex presidente Jimmy Carter, vincitore di un premio Nobel per la Pace nel 2002.

Oggi, nel giorno dell’annuncio da Oslo, e’ stato negli Usa il giorno delle congratulazioni: al coro unanime dei democratici, guidato dall’antico boss Bill Clinton e dalla potenziale rivale e vecchia nemica Hillary, si e’ unita anche la Casa Bianca di George W. Bush con un indispettito: ”Gore sara’ felicissimo” e poi un fermo e secco: ”Noi non cambiamo rotta”.

E’ un piccolo paradosso della storia: nel giorno della rivincita di Gore, il rivale del 2000 che lo derideva col soprannome di ‘Ozone Man’ e’ al nadir della popolarita’, azzoppato oltre che dal naturale processo di senescenza dei presidenti americani a fine mandato, da scelte politiche impopolari in politica interna e sul fronte dell’effetto serra.

Bush aveva snobbato il discorso di Gore all’Onu e a fine settembre l’autore di ”Una scomoda verita”’ gli aveva chiesto di lanciare un nuovo Piano Marshall Globale per l’ambiente. Oggi il senso del Nobel – come si legge nella motivazione – e’ un riconoscimento che Gore ha fatto piu’ di ogni altro (con la sola eccezione di Madre Natura, ha notato il settimanale ‘Time’) per provocare una rivoluzione nel modo di pensare dell’opinione pubblica sulle misure che occorre adottare per fermare il global warming: una stragrande maggioranza di americani – il 90% dei democratici, l’80% degli indipendenti, il 60% dei repubblicani – e’ convinto che una ”azione immediata” sia necessaria per far fronte all’emergenza clima.

Che questa consapevolezza possa far da trampolino a una nuova corsa presidenziale in un campo dominato dalla front-runner (e antica rivale) Hillary Clinton e’ tutto da vedere. Fonti vicine a Gore hanno ribadito che l’ex vice di Bill Clinton non ha intenzione di candidarsi. ”Non lo fara”’, ha confermato ‘Time’, notando che entrando in gara ”Gore si brucerebbe una felicita’ conquistata a fatica, ed e’ ancora piu’ felice e realizzato adesso che i fatti gli hanno dato ragione”. Quanto e’ realistica una candidatura di Gore? Gli ostacoli pratici di mettere in piedi una macchina elettorale in questa fase avanzata della corsa sono molti. Ma per James Carville, ex stratega di Bill Clinton, c’e’ ”il 25 per cento” di possibilita’ che l’ex vice di Bill si rimetta in gioco e ”non e’ ancora troppo tardi”.

Ma ogni premio che passa per Gore e’ la conferma che ha fatto la scelta giusta a lasciare la politica attiva: ”Sara’ lui il kingmaker delle prossime elezioni”, ha pronosticato la sua ex collaboratrice Donna Brazile, che oggi e’ alla Cnn. E cosi’ il ‘New York Times’: ”Con la scelta del candidato a cui dara’ il suo appoggio, sara’ l’ago della bilancia della campagna”.

(di Alessandra Baldini)

Sarà, ma c’è qualcosa che non mi convince in quest’uomo, forse il mega concerto, che ha sguinzagliato fior di jet privati, in giro per il mondo con artisti vari, forseper l’energia utilizzata per fare il concerto, non lo sò, ma io di solito sono dubbioso quando un politico diventa Robin Hood

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Green Tv

12 Ott


green tv

Veramente interessante, Green Tv, raccoglie molti canali sull’ ambiente, i video hanno una definizione più che buona consiglio di dare una occhiata e metterlo nei vostri link

greentvTechnorati: , , ,

This is Sparta …l’uomo in prossimo futuro

11 Ott

Questa potrebbe essere una premonizione….della serie “catena lenta”

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