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La foresta non è più sola

2 Dic

 

La foresta non è più sola

Da un paio di giorni a questa parte la foresta argentina e tutti i suoi abitanti hanno un alleato in più. Si tratta del progetto di legge approvato dal senato, poi sarà la volta della Camera, che obbliga tutte le province del paese sudamericano a definire zone protette e a regolare le attività che gravitano intorno alla foresta, da quella agricola all’allevamento.

Buone nuove. Le buone notizie, però, non si fermano qui. La legge prevede anche la moratoria per un anno del disboscamento, fino a quando cioè non saranno ben delineate le aree da proteggere e non saranno decise le misure da adottare in futuro. La notizia ha fatto presto il giro dei paesi latino americani soprattutto perché in tutta l’area è considerata una vera novità. “C’è una legge simile in Paraguay, ma si riferisce solo ad alcune zone. In Brasile le aree protette sono solo il frutto di accordi fra governo e alcune imprese. In Cile, invece, è in discussione un progetto simile a quello argentino”, racconta Hernan Giardini, di Greenpeace. “In tutto il Sud America non esistono leggi dalle stesse caratteristiche” dice ancora Giardini che aggiunge: “Una moratoria totale dei permessi per disboscare in tutto il paese è una novità assoluta”.
La legge sembra essere arrivata al momento opportuno. Negli ultimi cento anni, infatti, in Argentina sono stati distrutti i due terzi delle foreste. E le cose negli ultimi tempi non andavano per il meglio. Secondo un calcolo della segreteria per l’Ambiente e lo Sviluppo Sostenibile ogni anno andavano distrutti 300 mila ettari di foreste. Al ritmo quotidiano di aree grandi come quaranta campi da calcio.

Il bastone fra le ruote. Nonostante la legge sia stata approvata con il benestare della maggioranza del Senato (presumibilmente avrà vita facile anche alla Camera) qualche resistenza è arrivata da parte dei rappresentanti delle province del nord del Paese, quelle dove si concentrano le foreste, maggiormente interessate dal provvedimento. Ma anche i più critici analisti si sono trovati in accordo con la misura, tanto che ne hanno elogiato anche l’aspetto sociale oltre a quello ambientale. La mancanza di controlli e il disboscamento indiscriminato avevano messo in serio pericolo le comunità indigene della zona, che basano il loro sostentamento sulla caccia e sulla raccolta dei frutti della foresta.

Ecosistema unico. “Siamo in una situazione d’emergenza. Non abbiamo molto tempo per costruire un ordinamento ambientale della zona, per proteggere la foresta. Corriamo il serio rischio che sparisca”, racconta Eugenia Di Paola, direttrice della Fundacion Ambiente y Recursos Naturales. “La foresta argentina è unica. E’ così da sempre. Per questo la nuova legge è un passaggio cruciale per proteggerla”, aggiunge la direttrice. Sicuramente l’esempio argentino farà da traino alle decisioni in materia ambientale che saranno prese in futuro da altri Paesi. Così i 30 milioni di ettari di foresta argentina protetta non si sentiranno soli.

Autore Alessandro Grandi

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