Archivio | agosto, 2008

Emergency Scuola

16 Ago

Nelle scuole Emergency promuove la diffusione di una cultura di pace attingendo alla sua esperienza diretta in zone di guerra.

Come si combatte una guerra oggi? Quali sono i suoi effetti? Chi sono le sue vittime? Come agiscono le mine antiuomo?
È per dare risposta a domande come queste che Emergency, accanto all’intervento umanitario nelle zone di guerra, ha sempre utilizzato la testimonianza come strumento di informazione.
Raccontare gli interventi umanitari di Emergency e le realtà in cui si inseriscono è un modo per invitare i ragazzi a una lettura più completa e consapevole dei molti conflitti oggi in corso.

Su invito di insegnanti e studenti, Emergency interviene nelle classi con progetti differenziati per tematiche e fasce di età.

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2,5 MLD DI PERSONE SENZA SERVIZI IGIENICI

15 Ago

ROMA, 14 AGO – Due miliardi e mezzo di persone in tutto il mondo non hanno ancora accesso a servizi igienici adeguati, con i problemi che ne derivano. Basti pensare che 5mila bambini muoiono ogni giorno a causa della diarrea. Il 20% della popolazione mondiale in 30 Paesi deve fronteggiare problemi di carenza di acqua, percentuale che si stima arrivi al 30% in 50 paesi nel 2025. Questi alcuni numeri delle Nazioni Unite sul fronte dell’acqua, tema al centro della Settimana mondiale al via sabato prossimo a Stoccolma. I maggiori esperti in materia, 2.500 provenienti da 14 Paesi, dovranno affrontare ”Progressi e prospettive sul tema dell’acqua: per un mondo pulito e in salute con particolare attenzione all’accesso ai servizi igienici”. Oltre 200 le organizzazioni partecipanti, insieme al promotore dell’evento, l’Istituto internazionale dell’acqua di Stoccolma (Siwi), faranno il punto sul quadro attuale, che vede acuirsi la lotta alle risorse, come terra e acque, fra emergenza cibo e bioeenergie, con i cambiamenti climatici a incidere sul bilancio di oro blu. Nettamente diviso fra ricchi e poveri, il mondo oggi vede una media di consumo dell’oro blu da parte di un europeo di circa 200 litri al giorno, che diventano 400 litri per un nordamericano, contro i 10 litri in media a disposizione di un persona povera nei Paesi in via di sviluppo, per bere, fare il bucato e cucinare. A giocarsi la partita principale comunque oggi e’ l’Asia, con quasi due terzi della popolazione mondiale, di cui due miliardi senza avere un accesso sufficiente ad acqua potabile e servizi igienici.(ANSA)