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unmadeincina.org

25 Mar
unmade
cerchi olimpici

Olimpiadi Pechino 2008, Birmania in catene

24 Mar

Trovato per voi. http://www.unmadeinchina.org
Questo video è la prima e la seconda parte di un film che durerà fino alla fine della Terra.
Olimpiadi in Cina: cosa si sta elebrando?
I generali birmani schiacciano il loro Paese sotto una feroce repressione con l’appoggio del governo cinese.
Il sangue che gronda su queste Olimpiadi spegne la fiamma olimpica.
Non renderti complice di questi orrori, fermali!
Boicotta le Olimpiadi.
Il Mondo si cambia anche solo col pensiero. Pensa!

Pubblicato da BurmaLibera

NO ALLE OLIMPIADI A PECHINO 2008

17 Mar

A: Silvio Berlusconi, Walter Veltroni,Daniela Santache, Fausto Bertinotti,PierFerdinando Casini

i sottoscritti cittadini italiani chiedono ai leader di partito che una volta svoltesi le elezioni e appurati vincitori e sconfitti di questa competizione elettorale, ci sia unanimità nel boicottare i Giochi olimpici a causa dell’occupazione cinese in Tibet e la sistematica violazione dei più elementari diritti civili verso la popolazione tibetana.

firma la petizione 

Inferno Tibet

15 Mar
boycotcina
Continua la supponenza Cinese, a loro non frega nulla dei diritti civili, è vergognoso che ancora non siano stati sbattuti fuori dalle Olimpiadi, anche nell’antichità quando si svolgevano, tutte le guerre venivano fermate, vergogna al Coni, alla federazione Olimpica all’ONU, e tutte le bandierine della pace , dove sono finite, due pesi due misure ??

Apertura Network Terrainagonia

11 Mar

Stò preparando un network per farvi partecipare attivamente

Visita Terra in Agonia

Eroi dei videogiochi contro gli agenti tossici

9 Gen

Roma, Italia — Greenpeace arruola tre eroi dei videogiochi per chiedere ai giganti dell’elettronica – Sony, Microsoft e Nintendo – di eliminare le sostanze pericolose dai loro prodotti. Master Chief, Mario e Kratos lotteranno alla conquista di un futuro libero da composti chimici tossici. Greenpeace invita i fan dei videogiochi a unirsi alla nuova sfida per consolle più verdi.

Il settore delle consolle è cresciuto del 15 per cento nel 2006, registrando una vendita di ben 62,7 milioni di unità con un fatturato annuo di 21 miliardi di euro. Nintendo, Sony e Microsoft dominano il mercato rispettivamente con quote di mercato del 42, 40 e 18 per cento. Anche se questi prodotti includono componenti comuni ai PC – ma con livelli più bassi di inquinanti – i produttori non hanno raggiunto alcun progresso riguardo alla riduzione del carico tossico dei loro prodotti.

Alcuni giorni fa Greenpeace ha lanciato sul web il video “Clash of the Consoles: Battle for the Future”. È un video indirizzato agli amanti dei videogiochi dove Master Chief di Microsoft, Mario di Nintendo e Kratos di Sony competono per il prezzo di una consolle più verde. Nel sito i fan possono comparare le rispettive console in merito a contenuto tossico, riciclaggio ed efficienza energetica, oltre che sostenere quella preferita per spingerla a diventare verde.

Questa iniziativa è parte della campagna di Greenpeace volta a spingere l’intero settore dell’elettronica ad andare oltre l’attuale legislazione ed eliminare le sostanze pericolose contenute nei propri prodotti. Grazie all’Ecoguida ai prodotti elettronici, produttori di cellulari e computer hanno già fatto passi avanti a riguardo.

In testa alla lista di Greenpeace ci sono i ritardanti di fiamma bromurati e la plastica in PVC, il cui impiego negli articoli di consumo può portare a un loro accumulo nell’ambiente e nei tessuti animali. I lavoratori impiegati negli impianti di produzione, o in quelli di riciclo, potrebbero essere i soggetti più a rischio.

In paesi come Cina e India i bambini sono impiegati presso i cantieri di demolizione per smantellare a mani nude prodotti elettronici usati nei paesi ricchi. E i fan delle consolle non devono permettere che persone della loro stessa età ma di altri paesi possano soffrire per il loro intrattenimento. Per vedere il video cliccare sul banner

greenpeace

5xmille

Megattere “graziate” dal Giappone

4 Gen

megattera

Roma, Italia — Il governo giapponese “concede la grazia” alle megattere – specie a rischio di estinzione – ma non rinuncia alla “condanna a morte” di circa mille balene nel Santuario dell’Oceano Antartico. Anche quest’anno la nave di Greenpeace “Esperanza” è partita all’inseguimento della flotta baleniera giapponese. Con i gommoni pronti a sfrecciare per salvare le balene dagli arpioni.

Tutto il mondo chiede al Giappone di fermare il massacro delle balene praticato con la scusa della ricerca scientifica. La ricerca scientifica giapponese è un vero scandalo: in anni di caccia non ha mai prodotto un dato utile. Gli scienziati non hanno bisogno di uccidere le balene per studiarle.

La carne di balena non ha mercato. Un sondaggio pubblicato in Giappone nel giugno 2006 dal Nippon Research Centre mostra che oltre due terzi dei giapponesi intervistati disapprova la caccia baleniera in Antartide e che il 95 per cento non mangia mai, o solo raramente, carne di balena. E’ per questo che nei magazzini giapponesi sono ammassate circa 4.000 tonnellate di carne di balena invendute: hanno anche provato a usarla come mangime per cani!

La caccia baleniera mette a rischio l’attività del whale watching – la pacifica osservazione delle balene in mare – che ha un mercato mondiale di un miliardo di dollari l’anno. La gente ama osservare questi affascinanti animali da vivi. Di certo non fatti a pezzi dalle baleniere.

La nave Esperanza seguirà come un’ombra gli assassini di balene. Quest’anno a bordo ci sono tre attivisti italiani: Caterina Nitto (secondo ufficiale), Gianluca Morini (radio operatore), Simona Fausto (assistente cuoco).

Le balene valgono molto più da vive che da morte. Per questo Greenpeace ha lanciato una proposta per una rete di riserve marine che copra il 40 per cento dei mari del Pianeta, inclusa una proposta specifica nel Mediterraneo. Questa rete servirà a proteggere gli ecosistemi pelagici e quindi anche i cetacei.

mega2

Fonte 

greenpeace