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unmadeincina.org

25 Mar
unmade
cerchi olimpici

Olimpiadi Pechino 2008, Birmania in catene

24 Mar

Trovato per voi. http://www.unmadeinchina.org
Questo video è la prima e la seconda parte di un film che durerà fino alla fine della Terra.
Olimpiadi in Cina: cosa si sta elebrando?
I generali birmani schiacciano il loro Paese sotto una feroce repressione con l’appoggio del governo cinese.
Il sangue che gronda su queste Olimpiadi spegne la fiamma olimpica.
Non renderti complice di questi orrori, fermali!
Boicotta le Olimpiadi.
Il Mondo si cambia anche solo col pensiero. Pensa!

Pubblicato da BurmaLibera

Inferno Tibet

15 Mar
boycotcina
Continua la supponenza Cinese, a loro non frega nulla dei diritti civili, è vergognoso che ancora non siano stati sbattuti fuori dalle Olimpiadi, anche nell’antichità quando si svolgevano, tutte le guerre venivano fermate, vergogna al Coni, alla federazione Olimpica all’ONU, e tutte le bandierine della pace , dove sono finite, due pesi due misure ??

Bambini sotto tiro

14 Feb

I vari casini dei nostri governati ci fanno abbassare la guardia sul problema della pedofilia, mentre loro riempiono tutti gli spazi dei media per le varie alleanze, veniamo a scoprire che fior di arresti si stanno eseguendo in tutto il mondo. Le vacanze sessuali di loschi figuri che approffittando delle realtà molto tristi di alcuni paesi, fanno i loro porci comodi usurpando l’infanzia di migliaia di bambini, a tale proposito vi segnalo un sito molto interessante

ams

Emergenze dimenticate

12 Feb

Lanciato oggi lo “Humanitarian Action Report 2008”

Ginevra/Roma, 12 febbraio 2008 – L’UNICEF ha presentato oggi lo “Humanitarian Action Report” – il rapporto annuale sui paesi in emergenza – lanciando un appello ai donatori di 856 milioni di dollari, per l’assistenza a donne e bambini in 39 paesi colpiti da crisi umanitarie.

Il rapporto esamina la situazione di paesi colpiti sia da crisi politico-militari, come Ciad e Kenya, sia da conflitti di lunga durata che non fanno più notizia, sia da disastri naturali, come le alluvioni in Mozambico, indicando gli interventi d’emergenza previsti dall’UNICEF e i fondi necessari.

«Come effetto della crisi in Kenya, 300.000 persone sono state costrette ad abbandonare le loro case e rifugiarsi in campi di accoglienza: 150.000 sono bambini, di cui 80.000 hanno meno di 5 anni. In Ciad la situazione è meno chiara, ma si stima che 30.000 delle 52.000 persone fuggite dal paese siano a rischio e richiedano immediata assistenza» ha dichiarato a Ginevra Hilde Johnson, Vice-direttore dell’UNICEF, durante la conferenza stampa di presentazione del rapporto.

«L’UNICEF sta fornendo aiuti d’emergenza in ambito sanitario, nutrizionale e per l’istruzione. In questi due conflitti, come nelle altre 37 emergenze considerate dal rapporto, donne e bambini sopportano le conseguenze più pesanti di guerre e sfollamento

Il rapporto rileva come i conflitti, tradizionalmente la principale causa di crisi umanitarie, si combinino con sempre più frequenti disastri naturali, mettendo in pericolo l’incolumità e i mezzi di sussistenza delle popolazioni di ogni continente e aumentando l’impatto negativo su donne e bambini.

In Kenya, per esempio, la popolazione era già prostrata dalle conseguenze delle alluvioni e dall’HIV/AIDS quando è scoppiata la crisi politica dopo le elezioni del dicembre 2007, mentre la situazione umanitaria in Somalia è stata aggravata da epidemie di diarrea acuta e dagli alti tassi di malnutrizione.

Un altro aspetto messo in rilievo dal rapporto è che sempre più frequentemente donne e bambini sono vittime di stupri sistematici, spesso perpetrati come arma di guerra.

«Dobbiamo garantire che bambini e donne siano protetti quanto più possibile da queste atrocità, e che i responsabili di tali crimini vengano infine perseguiti legalmente» ha sottolineato la Johnson.

Lo Humanitarian Action Report non considera tutti gli interventi d’emergenza in cui è impegnato l’UNICEF – gli uffici sul campo hanno risposto a 64 emergenze nel 2007 e a 282 nel 2006 – ma lancia un appello per le emergenze di vasta portata e lunga durata e soprattutto per quelle “emergenze dimenticate” che richiedono l’assistenza dei donatori.

Per esempio, in Africa Centrale e Occidentale una combinazione di conflitti, disastri naturali e povertà continua a creare una situazione di forte instabilità, con oltre 1 milione di sfollati e la malnutrizione che rappresenta il principale rischio per la sopravvivenza dei bambini.

Nella Repubblica Democratica del Congo, per la quale l’appello dell’UNICEF è pari a 106 milioni di dollari, più della metà dei decessi infantili è attribuibile alla malnutrizione.

Il Sudan è l’altro paese per cui l’appello dell’UNICEF supera i 100 milioni di dollari, mentre per Pakistan, Somalia, Uganda, Iraq e Ciad gli appelli ai donatori si attestano intorno ai 40 milioni di dollari.

In Sudan, dove sono in corso importanti interventi di ricostruzione e sviluppo, l’UNICEF stima necessari più di 150 milioni di dollari, dal momento che vaste sacche di popolazione continuano a versare in condizioni d’emergenza, soprattutto in Darfur, dove gli sfollati sono ormai più di 2,1 milioni e il conflitto armato minaccia ogni giorno la sopravvivenza e i mezzi di sussistenza di larga parte della popolazione civile.

L’azione dell’UNICEF

Nell’ambito del sistema coordinato di risposta alle emergenze (che comprende le agenzie ONU e le principali ONG), l’UNICEF è l’agenzia leader per il coordinamento degli interventi nei settori acqua e servizi igienici, nutrizione, istruzione e telecomunicazioni d’emergenza, e svolge un ruolo di rilievo nei settori della protezione e della sanità.

Nel 2007, grazie anche a nuovi sistemi di finanziamento come il CERF, l’UNICEF ha ottenuto il 52% dei fondi richiesti per gli interventi di emergenza (rispetto al 49% del 2006). L’UNICEF dispone inoltre di un proprio fondo interno per la risposta alle emergenze, per l’immediato stanziamento di risorse agli uffici sul campo nei paesi colpiti da crisi umanitarie.

Nel 2007 l’UNICEF Italia è risultato il 6° donatore al mondo tra i Comitati Nazionali UNICEF, per le cosiddette “risorse tematiche”, ossia fondi di emergenza che gli uffici UNICEF sul campo possono utilizzare in modo flessibile e senza vincoli particolari, allocandole per gli interventi ritenuti prioritari nelle diverse fasi dell’emergenza.

Dal 2006 l’UNICEF Italia sostiene un progetto continuativo di raccolta fondi per l’emergenza in Sudan e, dal 2008, analoghi progetti di sostegno all’emergenza sono stati lanciati per l’Iraq, per Haiti e per il Territorio Palestinese Occupato, mentre in altri 8 paesi colpiti da emergenze – Angola, Ciad, Eritrea, Guinea Bissau, Libano, Malawi, Mozambico e Repubblica Democratica del Congo – l’UNICEF Italia sostiene specifici progetti di ricostruzione e sviluppo (qui l’elenco dei paesi e dei progetti da sostenere).

unicef

Emergency 5 x mille

17 Gen

 

5 x mille 147.037 persone hanno devoluto il 5 per mille dell’Irpef della dichiarazione dei redditi 2006 (relativa ai redditi 2005) a Emergency per una cifra pari a 4.531.132 euro. Grazie!.

Questa scelta contribuisce ad assicurare assistenza sanitaria specializzata e gratuita a migliaia di persone in Afganistan, Cambogia, Sudan, Sierra Leone, Sri Lanka, Iraq e Italia e aiuta Emergency a mantenere la sua indipendenza.

Indichiamo qui l’impiego previsto di queste risorse su diversi progetti.
Le previsioni di spesa per il 2008 sono in fase di elaborazione, e gli importi qui indicati hanno valore puramente indicativo.
La previsione d’impiego della cifra derivante dal 5 per mille è comunque condizionata alla data, non prevista, dell’effettiva erogazione.

Pagamento fatture per materiali già acquistati:
– € 1.100.000 – valvole cardiache, circuiti circolazione extracorporea,
– € 330.000 – strumentario chirurgico e materiale ortopedico
– € 70.000 – protesi e accessori

Gestione ospedali: € 3.000.000 per acquisto materiali e medicinali, retribuzioni e assicurazioni personale nazionale e internazionale.

paese
budget indicativo 2008 (€)
da 5 per mille (€)
AFGANISTAN
5.500.000
1.000.000
CAMBOGIA
1.500.000
400.000
SIERRA LEONE
2.200.000
500.000
IRAQ
500.000
100.000
SUDAN
9.000.000
1.000.000

5xmille

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22 Dic

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