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Per amore dell’ Acqua

10 Mag

Si continua a parlane poco, ma il problema dell’acqua cadrà su tutti noi, quei gentiluomini delle Multinazionali, tipo Nestlè stanno comprando l’acqua in tutte le parti del mondo, mettendo a repentaglio la vita dei paesi più poveri, in Africa l’acqua si vende a dei prezzi pari a quelli della benzina, alle popolazioni viene detto di prendere l’acqua dai pozzi, poi si può purificare con le apposite pastiglie, peccato, che le suddette pastiglie costino 2 dollari cada una, il risultato è che la popolazione si ammala di colera, e nello stesso tempo a pochi km di distanza la gente più ricca non si accorge di nulla, poi c’è il problema delle acque minerali, negli Stati Uniti, la Nestlè ha comprato i diritti dell’acqua dello stato del Michigan e ralativo lago, lo stato è andato in tribunale ma tutto è stato inutile, mi bolle il sangue quando vedo le fihette varie con l’acqua minerale nella borsetta, non sapendo che l’80% delle acque minerali e acqua di rubinetto, tutto per un finto status, come le scansie dei supermercati, con 10 tipi di shampoo, i capelli sono di tre tipi, secchi,grassi,normali, bona lè, se poi non riesci a diventare una velina cazzi tuoi, il nostro spreco verso l’acqua è disastroso, nelle Marche hanno deviato un fiume per rifornire L’ acqua Rocchetta, ed intanto la finta suora contina a dire di bere l’acqua perchè fà fare molta plin plin, ma và a cagare, vi consiglio di vedere un film documentario stupendo, For Love of Water una denucia spiegata molto bene su quello che stannofacendo nel mondo le multinazionali, per vedere alcune clip del film

Per firmare la petizione sull’articolo 31 dei Diritti Umani clicca Qui

Appello Amnesty per la Birmania

11 Ott

Amnesty International alla Marcia Perugia-Assisi con lo striscione “Libertà per Myanmar”. Altre iniziative nel fine settimana. L’appello on line per la scarcerazione dei manifestanti supera le 45.000 firme

Prosegue la mobilitazione di Amnesty International sulla crisi dei diritti umani a Myanmar.

L’organizzazione continua a sollecitare il Consiglio di sicurezza a istituire un embargo totale sulle forniture di armi alla giunta militare e a inviare una propria missione a Myanmar, che chieda alle autorità la cessazione immediata della repressione, la scarcerazione di tutti i dimostranti pacifici arrestati nelle ultime settimane e il ripristino della libertà di manifestazione.

Amnesty International è fortemente preoccupata per la sorte delle persone arrestate, oltre un migliaio, e teme che possano essere sottoposte a torture in centri segreti di detenzione.

Centinaia di attivisti dell’associazione prenderanno parte alla marcia Perugia-Assisi di domenica 7 ottobre, dietro allo striscione “Libertà per Myanmar”. Altre iniziative sono in programma nel corso del fine settimana, tra cui la manifestazione di Palermo, sabato 6, a partire dalle 17 in piazza Verdi. Raccolte di firme sono state organizzate anche a Catania, Ferrara, Milano e Sassari.

L’appello on line di Amnesty International in favore dei manifestanti arrestati a Myanmar ha superato le 45.000 firme e può essere ancora sottoscritto.

FINE DEL COMUNICATO Roma, 4 ottobre 2007

Per ulteriori informazioni, approfondimenti e interviste:
Amnesty International Italia – Ufficio stampa
Tel. 06 4490224 – cell. 348-6974361, e-mail: press@amnesty.it

Mi raccomando bisogna battere il ferro finchè è caldo, firmate la petizione, prima che vada nel dimenticatoio.

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