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unmadeincina.org

25 Mar
unmade
cerchi olimpici

Olimpiadi Pechino 2008, Birmania in catene

24 Mar

Trovato per voi. http://www.unmadeinchina.org
Questo video è la prima e la seconda parte di un film che durerà fino alla fine della Terra.
Olimpiadi in Cina: cosa si sta elebrando?
I generali birmani schiacciano il loro Paese sotto una feroce repressione con l’appoggio del governo cinese.
Il sangue che gronda su queste Olimpiadi spegne la fiamma olimpica.
Non renderti complice di questi orrori, fermali!
Boicotta le Olimpiadi.
Il Mondo si cambia anche solo col pensiero. Pensa!

Pubblicato da BurmaLibera

NO ALLE OLIMPIADI A PECHINO 2008

17 Mar

A: Silvio Berlusconi, Walter Veltroni,Daniela Santache, Fausto Bertinotti,PierFerdinando Casini

i sottoscritti cittadini italiani chiedono ai leader di partito che una volta svoltesi le elezioni e appurati vincitori e sconfitti di questa competizione elettorale, ci sia unanimità nel boicottare i Giochi olimpici a causa dell’occupazione cinese in Tibet e la sistematica violazione dei più elementari diritti civili verso la popolazione tibetana.

firma la petizione 

Inferno Tibet

15 Mar
boycotcina
Continua la supponenza Cinese, a loro non frega nulla dei diritti civili, è vergognoso che ancora non siano stati sbattuti fuori dalle Olimpiadi, anche nell’antichità quando si svolgevano, tutte le guerre venivano fermate, vergogna al Coni, alla federazione Olimpica all’ONU, e tutte le bandierine della pace , dove sono finite, due pesi due misure ??

Torture abituali in Cina

16 Dic

ATTENZIONE: SIA IL FILMATO CHE I DUE LINK CHE PORTANO A PAGINE CON FOTOGRAFIE POSSONO NON ESSERE PER TUTTI UNA VISIONE ACCETTABILE, VI SUGGERISCO DI BASARVI SULLA VOSTRA SENSIBILITA’ E SE PENSATE CHE POSSANO CREARVI QUALCHE PROBLEMA, ANDATE OLTRE

Per dovere di cronaca e onestà intellettuale, non mi voglio occupare soltanto delle persecuzioni operate dai regimi islamici teocratici e totalitari che stanno massacrando tutta la popolazione che non si sottomette completamente ai diktat dei mullah e dei vari rais di turno.

Come abbiamo visto in questi Paesi, la democrazia e il rispetto dei diritti umani rientrano nei crimini da perseguitare, il problema è che poi quando questi stranieri emigrano verso i nostri Paesi e si trovano a confrontarsi con altre forme di cultura, anziché provare a convivervi, assumono comportamenti che assomigliano moltissimo a quelli dai quali si sono allontanati e approfittando del nostro senso di democrazia, ci devastano immettendo concetti atti a creare confusione e soprattutto sensi di colpa nei nativi, esibendo una sensibilità della quale non sono assolutamente dotati, ci obbligano o almeno vorrebbero obbligarci ad appiattirci sotto la mannaia dalle quale loro stessi sono fuggiti, tentando di esibire una superiorità ideologica ed etica, che poi alla resa dei conti e alla dimostrazione dei fatti proprio non esiste.

Questo articolo, rappresenta un messaggio inviato ai pacifisti e ai comunisti nostrani, ma anche ai nostalgici di un certo tipo di fascismo, che lanciano le loro velenose accuse sempre e soltanto verso il mondo occidentale, con particolare apprezzamento agli USA e a Israele verso i quali riservano epiteti che in realtà sono la loro stessa espressione, cioè li definiscono terroristi, quasi si guardassero allo specchio senza accorgersi di avere di fronte la propria anima nera.

Orbene, ci spostiamo un po’ più in la di qualche chilometro e vediamo cosa succede nella democratica Cina, ove non ci si trova soltanto di fronte a una polizia alla quale vengono demandati compiti persecutori contro i dissidenti, ma il regime comunista che tuttora domina il sistema, ha pianificato e ben organizzato tecniche che rappresentano un vero e proprio genocidio, contro una parte della sua stessa popolazione. Non pensate però, nemmeno per un attimo che questo venga riservato agli stupratori, agli assassini o ai rapinatori, ma a loro pur comminando delle severe pene detentive, il regime comunista offre qualche via d’uscita,e la possibilità di ritornare in seno alla società.

Quello che invece vedrete qui di seguito è riservato ai reati d’opinione che non si realizzano soltanto quando esiste una dissidenza verso la politica della dittatura comunista, ma per esempio verso le donne che non rispettano alcune leggi come quella del figlio unico e così se per caso o per scelta si permettono di fare un altro figlio, state tranquilli che il regime le tratterà allo stesso livello dei dissidenti politici, per i quali uscire daI campi di lavoro cinesi, che in realtà sono campi di sterminio è possibile farlo solo da cadaveri, dopo che il regime si sarà preso tutto.

Vedrete che nei famigerati campi *Laogai non ci sono solo persone adulte recluse e sottoposto a regime persecutorio, ma ci sono madri con i loro figli, che hanno la gravissima colpa di essere nati da donne che il regime comunista cinese ha deciso di perseguitare, *come gli appartenenti ai gruppi dei Falun Gong. Vedrete l’uso di tutto ciò che dovrebbe essere inviolabile per diritto di nascita nella persona, -pur se incarcerata- e cioè vedrete l’estrazione di organi che serviranno alla sopravvivenza di persone che invece il regime ama, come ama il denaro – in barba al comunismo – che deriva dalla vendita e dai trapianti di organi, vedrete immagini già viste tragicamente nei campi nazisti, perché anche in Cina, le ciminiere fumano tutto l’anno.

Nel filmato, le due donne che trovate nelle prime riprese sono evase da un campo di lavoro forzato cinese, uno dei famigerati *Laogai e come potete vedere dalle immagini la persecuzione alla quale sono state sottoposto sono più che evidenti. Purtroppo entrambe non sono riuscite a sopravvivere alla persecuzione e sono decedute in seguito alle devastazioni perpetrate contro i loro corpi e le loro anime.

http://www.liveleak.com/view?i=1c2_1181649043

http://www.liveleak.com/view?i=856_1177308307

http://www.liveleak.com/view?i=89aaef9bcf Fonte Lisistrata

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DALAI LAMA: Autonomia vera per il Tibet

10 Dic

Dalai

MILANO – “Tutto il mondo sa che non chiediamo l’indipendenza, ma l’autonomia per il Tibet”. Così, il Dalai Lama ha risposto, incontrando la stampa stamani a Milano, a chi gli domandava quale futuro auspicasse per il suo Paese. “Quando l’armata Rossa giunse in Tibet, si parlò di liberazione pacifica e perciò – ha ricordato – nel 1951 si fece un accordo di 17 punti che prevedeva due sistemi in un solo Paese. Nel 1959 le cose cambiarono, nel 1974 abbiamo pensato di chiedere l’autonomia, mentre dal 1979 abbiamo dovuto parlare direttamente con il governo centrale cinese: da quella data è rimasto un contatto che prevede un dialogo continuo, perché il Tibet rimanga sotto la costituzione della Repubblica Popolare Cinese”. “Questa costituzione – ha sottolineato il Dalai Lama – prevede l’autonomia per le diverse etnie, perciò noi abbiamo chiesto di avere un’ autonomia significativa. Ora chiediamo alle autorità cinesi – ha concluso – di mettere in pratica ciò che é previsto dalla loro stessa Costituzione”.

PROSSIMA REINCARNAZIONE POTREBBE ESSERE DONNA
“Il prossimo Dalai Lama potrebbe essere una donna”, ha ribadito spiegando che “se fosse più utile una donna il Lama potrebbe reincarnarsi in questa forma”. Infatti “secondo il Budda Dharma, uomini e donne hanno uguale diritto”, ha spiegato il Dalai Lama.

‘LA GUERRA E’ FRUTTO DELL’AZIONE DELL’UOMO’
La via della pace? per il Dalai Lama é una sola: “Credo – dice – che si debba migliorare l’uomo dal profondo”. “I grandi capi delle religioni teistiche – spiega – dovranno chiedere a Dio perché accade tutto ciò, mentre le altre religioni, che hanno una visione legata a causa e condizione, come il buddismo, sostengono che se c’é tanta guerra è frutto dell’azione dell’uomo, frutto dell’intenzione umana stessa”. Per questo motivo “soldi e tecnologia – avverte il Premio Nobel per la pace – non possono risolvere i nostri problemi”. Al contrario “tutte le grandi religioni,anche se diverse tra loro, hanno enorme potenzialità di realizzare la pace interiore”, che per il Dalai Lama è l’unico mezzo per arrivare a una pace reale.

‘VISITA NON POLITICA, NON VOGLIO CREARE PROBLEMI’
“La natura della mia visita non è politica e non voglio creare inconvenienti per lo Stato e le autorità”. Così il Dalai Lama, incontrando la stampa, questa mattina all’Hotel Principe di Savoia, ha risposto a chi gli chiedeva un commento sull’imbarazzo con cui alcune istituzioni italiane hanno accolto la sua visita. “Per me non c’é nessun problema”, ha chiarito il premio Nobel per la Pace, mettendosi a ridere quando gli è stato chiesto perché, secondo lui, ci fosse così tanto imbarazzo nel riceverlo: “voi lo sapete meglio di me, io – ha detto ai giornalisti – sono solo un visitatore straniero”.

PECHINO CONDANNA CHI LO RICEVE, MA NO RITORSIONI
La Cina condanna tutti coloro che ricevono il “secessionista” Dalai Lama ma, almeno per il momento, non minaccia ritorsioni contro il nostro paese. Il leader tibetano è arrivato ieri in Italia per una lunga visita che lo porterà a Milano, Torino, Udine e Roma. “Il Dalai Lama – ha sostenuto oggi il portavoce del ministero degli esteri Qin Gang – non è solo una figura religiosa ma è un esiliato politico impegnato in attività volte a frantumare la Cina”. “Il problema del Tibet non è un problema religioso o culturale ma un problema che coinvolge il territorio e l’ integrità della Cina”, ha aggiunto. Il Dalai Lama, che nel 1979 ha ricevuto il premio Nobel per la pace, chiede per il Tibet “una genuina autonomia” ma Pechino sostiene che le sue “azioni” dimostrano che in realtà “non ha rinunciato all’ indipendenza”. Richiesto di indicare queste azioni, il portavoce ha risposto: “potete verificare tutto quello che ha detto e fatto da quando ha lasciato la madrepatria (il leader tibetano vive in esilio in India dal 1959). Non ha mai rinunciato all’ intenzione di spaccare la Cina…Credo che ci siano molti esempi, per esempio mantiene in vita un governo in esilio”.

ansait

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